La notizia arriva direttamente da Bill Gates ed è stata pubblicata anche su Corriere e Repubblica: un francobollo virtuale per arginare il fastidioso fenomeno dello spam.
Il costo di questa tassa per le e-mail sarebbe irrisoria (un centesimo o meno a messaggio) per i normali utenti ma dovrebbe fermare o almeno rallentare la pubblicità spazzatura non richiesta, in quanto gli spammer sono soliti inviare milioni di email. Altra proposta di Gates è la risoluzione manuale (e quindi impossibile per un calcolatore) di semplici quiz al momento dell'invio. Devo ammettere che la proposta del francobollo potrebbe realmente fermare il fenomeno dilagante dello spam (la metà delle email inviate sono spazzatura) ma chi sarebbe disposto a spendere per un servizio che prima era gratuito??
fonte: http://ksforum.altervista.org/modules.php?name=News&file=article&sid=8



Commenti
Inviato da cHroMe il Lun, 13/09/2004 - 22:37.
Re: Francobolli virtuali contro lo spam
francamente a me non sembra una soluzione applicabile, per il solo motivo che è a pagamento! anche perchè non penso che tutti i provider che offrono un servizio email siano disposti ad addottare questi "francobolli", poi mi sa che sia molto più semplice montare dei filtri come ha detto maxer
«Faceva caldo, la notte che bruciammo Chrome....»
"Burning Chrome" William Gibson
Inviato da kripsio il Gio, 16/09/2004 - 11:47.
Re: Francobolli virtuali contro lo spam
Il solo modo per applicare la tariffa sarebbe sugli ISP in quanto non credo sia fattibile far pagare _direttamente_ all'utente per ogni mail inviata. Ogni mese arriverebbe all'isp la fattura di un'organizzazione senza fini di lucro universalmente riconosciuta (auspicabilmente almeno) che raccoglie questi fondi per reinvestirli in innovazione.
Quindi gli isp si troverebbero con costi di gestione decisamente lievitati che in qualche modo dovrebbero ricadere sull utente. In questo caso o si creano programmi di gestione e log delle connessioni (ricordiamo che quasi tutti, almeno in Italia) possiedono un ip dinamico) che identificano con valore legale chi e quando ha inviato ogni mail (introducendo problematiche relative alla privacy) addebitando quindi l'ammontare totale sul bimestre della connessione, oppure si agirebbe a forfait (piu' pratico e senza problematiche di privacy) rendendo inefficace il provvedimento. Ancora si potrebbe pensare ad un fondo statale per il pagamento di questa ammenda (a tutti gli effetti una tassa) con evidente tracollo politico...
A tutti gli effetti una grossa ca*****, imho, inapplicabile.