LilyPond in Debian

Dom, 13/01/2008 - 00:04

LilyPond in Debian

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Guida all\'installazione (ma non all\'uso!) di GNU LilyPond e degli strumenti utili a sfruttarlo al meglio nella nostra distro.

Introduzione

LilyPond è, a mio avviso, uno dei migliori software free -- con free alla Stallman, infatti fa parte del progetto GNU -- attualmente esistenti. Si tratta di un programma notazionale professionale, in grado di generare spartiti musicali dalla qualità eccelsa, irraggiungibile anche con i più diffusi e costosi software commerciali.

Per delle informazioni introduttive sul programma consiglio di consultare la relativa pagina di Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/GNU_LilyPond

In questa guida non verrà spiegato l'uso del programma, per il quale esiste l'eccellente manuale liberamente consultabile sul sito ufficiale del progetto e liberamente scaricabile come PDF; si illustrerà invece l'installazione su Debian. Infatti, pur essendo un vero gioiello del software libero, è al contempo uno dei programmi rilasciati per GNU/Linux peggio integrati nella nostra distro.

Installazione di LilyPond

LilyPond è presente nei repository ufficiali. Nonostante ciò, personalmente consiglio, e non sono l'unico, di evitare l'installazione canonica via APT: il pacchetto ufficiale è aggiornato troppo raramente, anche nella versione testing e instabile di Debian, mentre per LilyPond è molto importante usare la versione più recente, in quanto sono presenti sempre notevoli miglioramenti dell'algoritmo di composizione e delle funzionalità supportate. Inoltre attualmente il pacchetto presente in Lenny non funziona, in quanto richiede una dipendenza che non è soddisfatta dai pacchetti ufficiali.

Rechiamoci quindi sul sito ufficiale, www.lilypond.org, e scarichiamo l'ultimo installer stabile disponibile per la propria architettura (infatti il binario è disponibile sia per l'architettura Intel 32bit sia per la Intel 64bit).

A questo punto apriamo un terminale, ci spostiamo nella directory dove è stato scaricato l'installer, e digitiamo, come superutente:

# sh nome_script.sh

dove al posto di nome_script.sh mettiamo il nome dell'installer che abbiamo scaricato. L'installer ci chiederà una conferma.

Quando uscirà una nuova versione di LilyPond (occore tenere d'occhio il sito ufficiale), dovremo ripetere l'operazione, ricordandosi per prima cosa di disinstallare, sempre come root, la versione obsoleta con

# /usr/local/bin/uninstall-lilypond
Editor

Il file da mettere in pasto a LilyPond (che in sostanza non è altro che un compilatore) è un semplice file di testo puro. Potete quindi usare l'editor che preferite, ricordandosi solo di usare la codifica dei caratteri UTF8.

Per iniziare a fare pratica consiglio innanzitutto di studiare con attenzione l'intera documentazione ufficiale, davvero fantastica, e di utilizzare un editor molto semplice in modo da dover eseguire manualmente ogni singolo passaggio nel seguire il tutorial presente nel manuale.

Integrated development environment

Per LilyPond è disponibile un ambiente di sviluppo molto confortevole, LilyPondTool, un'estensione dell'editor JEdit. Purtroppo l'installazione di JEdit è piuttosto ostica. Vediamo cosa fare passo per passo.

Innanzitutto non esistono pacchetti ufficiali di JEdit, pur essendo un software rilasciato sotto GPL. Sul sito ufficiale si consiglia di aggiungere un repository non ufficiale al proprio sources.list, ma il collegamento ad esso con APT fallisce. Questo problema è aperto da moltissimo tempo. Se qualcuno riuscisse a capire quale sia la causa, lo prego di segnalarmelo.

Il pacchetto .deb lo possiamo però scaricare manualmente ed installarlo con dpkg.

Prima però dobbiamo predisporre la macchina Java sulla nostra Linux box. Prima di tutto abilitiamo le sezioni contrib e non-free dei repository ufficiali, modificando il sources.list, poi è sufficiente un

# aptitude update

e un

# aptitude install sun-java6-bin sun-java6-jdk sun-java6-jre

(mi riferisco ad una Lenny, eventualmente adattate i pacchetti a quelli presenti nella vostra versione).

Una volta installati questi pacchetti è necessario sistemare le variabili d'ambiente, aggiungendo in fondo al file /etc/bash.bashrc le seguenti righe:

export JAVA_HOME="/usr/lib/jvm/java-6-sun-1.6.0.00"
export PATH=$JAVA_HOME/bin:$PATH

A questo punto scarichiamo il pacchetto .deb di JEdit dal sito ufficiale e installiamolo con un banale

# dpkg -i nome_pacchetto.deb

dove al posto di nome_pacchetto.deb scriviamo il nome del pacchetto scaricato.

Riavviamo il computer.

Per la prossima operazione è necessario avere una connessione internet. Effettualto il login, apriamo un terminale e avviamo JEdit con

$ jedit

Clicchiamo su Plugins ---> Plugin Manager ---> Update ---> Install, mettiamo il segno di spunta a LilyPondTool e clicchiamo sul bottone Install. Terminata l'installazione del plugin, chiudiamo la finestra e chlicchiamo su Plugins ---> Plugin Options ---> LilyPondTool ---> General e, come path del binario di LilyPond mettiamo /usr/local/bin

Finito. Adesso dovete solo fare pratica: l'IDE è estremamente comodo (si avvia automaticamente aprendo in JEdit un file con estensione .ly), grazie al suggerimento della sintassi, l'evidenziazione, l'indentazione automatica e tutta una serie di strumenti che permette la scrittura del sorgente, la sua compilazione e la fruizione degli output (PDF e MIDI) senza dover aprire nessun altro programma.

Segnalatemi qualsiasi cosa: errori, miglioramenti da apportare, suggerimenti in generale, e... divertitevi!


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